EDUCARE AL PENSIERO CREATIVO

Via incubi e segni, abbozzo sovversivo:
quel giorno l’ispirazione non c’era,
sgorga all’equinozio di primavera
a completare tal caso interattivo.

Il ritmo esige un clima distensivo,
l’ho cercato in qualche eterea atmosfera,
tu impegnata con dei mentori schiera
educandoli al pensiero creativo.

Il mistero del verso è appassionante,
m’ha preso stamattina alzato appena
per attenzione a te amica stupenda.

Cantavi e in alcun modo si fraintenda
‘La diversamente rossa scatena,
voglio farmi un regalo stimolante’.

L’ effetto risultante
dell’epico incontro tra Dafne e Morfeo
compie nel secondo alloro l’apogeo.

161 educare al pensiero creativo

Metrica: Sonetto caudato
Schema: ABBA ABBA – CDE EDC – cFF
(XXX.XLVI – 20.03 A)
Ad Anna Alessi per la II laurea.

DA TEMPO INDUGIO…

Da tempo indugio, villa del Monreale,
urbe piatta, bassa, d’armonizzare,
dato hai poco o fatto finta di dare.

Vaglio il fato dei nomi ricorrenti
procedendo in corsie lunghe e diritte,
lumo assiduo non celando ardimenti,
tu ricambi silenti occhiate invitte;
fugaci appaion le sbirciate inflitte
nel timore s’intersechi il guardare:
trae forza la liaison con l’avanzare.

Francy dista passerelle infinite,
spinge una sorta d’idra in lontananza
incurante de’ sporgenze proibite
che hanno dei colli sinuosi prestanza
e di fanali cerulei mancanza,
filtrati dai cartoni pro imballare,
ma sente l’attenzione accarezzare.

Mi struggo a ideare dell’impasse lo sblocco
di tutto ignaro, di saper pauroso.
Creo altri alibi e in corsie d’acqua arrocco:
scacco a Barbie dal sorriso affettuoso,
timida, audace e aspetto delizioso
ed è un ennesimo assurdo giocare.
J’adore… eppure vi ho visto sfumare.

160-da-tempo-indugio

Ballata
Metrica: Ballata. Schema: xyy; ababbyy
(XXX.XLVI – 9.03 A)

PICCOLE AVVENTURE, FOLLI EMOZIONI

Apprezzare le piccole avventure,
per quanto minuscole, invisibili,
d’enorme senso e acute congetture,
adrenaliniche e irresistibili.
Serie di fortunate coincidenze
nel raggiungere Vigo a passo lento,
un po’ incredulo delle circostanze,
malgrado l’attraente scottamento.
Rosea continuità territoriale:
staffetta vaporetto–bus pel Lido
sorprendentemente fenomenale,
sono in quello che del cinema è il nido.
Gironzolo con aria da cronista,
click! shtrak! pstrik! klops! incontrollati scatti.
Ehp! Mi passa innanzi la giornalista,
cercavo lei, s’incrociano i tragitti.
“Anna… Annamaria!” Si volta e sorride,
“…Tu chi sei?” “Ti seguo…”, farfuglio. “Ma dai!”
In preda al turbamento quale vide,
meravigliato di me stesso abbozzai:
“Posso farti una foto?” ed acconsente
poi viene incontro a stringermi la mano,
pure adolescenziali reminiscenze,
bacio e ilarità del pruder profano.
Va… e io esaltato, pregno d’emozione,
il contenuto evento si è compiuto,
racconto a te, gentile, con passione,
ti valga questo modesto tributo.

fem

Metrica: quartine di endecasillabi con rime e assonanze alternate
(XXIX.XLV – 4.09 Chg)

TERAMO

Interamnia dei Piceni
tra due fiumi tu convieni,
dal fenicio Aprutium veni,
colle d’acque e di licheni.
Giulianova in suoi terreni
d’Adriatico smista i treni,
anche verso Giulia nuova,
happy birthday da qui muova,
parte un’altra arcana prova.

Teramne cosa sei? Sorprendente!
San Ferdinando bridge, svolta a dritta,
porta Melatina, e ‘e turbolente,
town domenicale, città zitta;
uomo on bicicletta, e n’indulgente
m’indica la strada pe’ ‘a soffitta.
La locanda chiusa par dormiente,
finisco in mansarda derelitta.
L’affaccio sul corso, paf! possente,
chanson de geste ad hoc manoscritta.
Il set di un film che si va a girare,
con gente diffusa, teramare.

Estate evidente di donne svestite,
sporadicamente spuntano e sfuggono.
Contesto sant’Anna, piazze sovvertite,
Santa Maria Assunta e Berardo assurgono;
l’urbe tutta per te e ce n’è d’allestite
mostre singolari che s’interpongono;
luogo partigiano, ragazze agguerrite,
sei la Cantinetta ove i nostri colgono;
lungo camminare, cene alleggerite,
s’alza un vento fresco e i passi volgono
sulla via di casa, festa nel quartiere,
poi l’arrivederci a migliori sere.

158-teramo

Metrica: Studio di lasse di ottonari, deca e dodecasillabi
Rispettivamente cesure di quarta e di sesta (6+4 e 6+6)
(XXIX.XLV – 2.09 Teramo)

TEATINE

Incontri di lunghi attimi decanto,
ultimo questo nel corso chietino,
co’ Eve tra Mediterraneo e Appennino,
sembianze multiformi, ma occhi incanto,
linee e sfumature cui menar vanto;
l’archetipo dei lenti passi in mente
impresso su molisane, splendente,
né fan difetto tusce o marrucine,
verde smeraldo di donne teatine:
in piazza duomo lo attesto coerente.

Fondo Cari celebra Emilio Greco
nel centenario, a Palazzo de’ Mayo…
Occhiali che celano iridi acciaio
e cadenza marcata d’alto speco,
presa da fogge sensuali, stai meco,
ti eclissi, ritorni, mi fai da guida,
mentre la pescarese si ritira
e una fatina sfila per la festa;
alludi, inviti, aneli esser richiesta,
desiderando quanto più ci intriga.teatine

Espinella in endecasillabi (decima rima)
Metro: ABBAACCDDC
(XXIX.XLV – 31.08 Chieti)

PICCOLO MIRACOLO DI PIETRO ANGELEIRO

Il treno to Sulmona accreditation
va lento, Partigiano Johnny training.
Piazza Maggiore, biglietto, card… calling,
near san Francesco astral accommodation.

On stairs una signorina ice cream lapping.
Ovidio mostra miracle direction,
l’Annunziata, quella la destination
dove si tiene sacred representing.

Proprio nel giorno del mio arrivo it happen
questo evento, cui da sempre sto attento,
di Pietro Angeleiro nominato pope.

La gente attende le ventuno e trenta;
colgo l’invito e mi approssimo al rito,
decimo, which Borgo Pacentrano cope.

Introduce una graziosa, bashfully,
con un fare abruzzese, e ancora shyness.
L’attore ringrazia con tanta kindness,
ma per il Caetani troppa gracefully.

Sembra il Mistero buffo della stillness,
c’è il vescovo e occorre esporre slightly;
Celestino eppure is independently,
al diablo la political correctness.

Chiaro il motivo around the renunciation:
non coprire il marciume da aborrire.
Santo riposa in pace a Collemaggio.

E’ stato il suo segno di benvenuto,
strenna fine per l’ospite assai incline;
sguardo all’eremo e si svela l’omaggio.

154 piccolo miracolo.

Endecasillabi con rime discontinue.
Metrica: sperimentale
(XXIX.XLV – 31.08 Sulmona)

LAUDA NOVELLA

Nell’unica parete della stanza,
cangiante, eretta, incrocio con il cielo,
indica mezzogiorno, ritto stelo,
stremata, nella degli occhi brillanza…

Sbarrati! Labbra a cuore, seno in danza,
inusitata grazia cui anelo.
Non assumiam rischi per troppo zelo,
prendimi! saprà sono tua sostanza”.

Sia lodata sempre tra le femine
anche per la tua mente e la tua arte,
il carisma ammaliante e la tua anima,

la tua voce angelica, da una parte…
Con tutto il suo corpo crea le semine
di paure e virtù di cui è magnanima.

l

Sonetto
Metrica: abba abba cde dce
(XXIX.XLV – 22.08 Pis/Arbu)

ODE A JENNIFER

Mancato ho altre pasque, questa del tutto,
né per ripicca o dispetto, guastata
dal dolore del venerdì vigente
in cui apprendiamo della tua perdita;
torna in mente l’ultrasuono stordente,
sconvolgente, che m’infuse terrore.
Maledetti son già da ogni Dio e nondio!
Intorno si ascoltan solite storie,
quasi di un’abitudine alla strage,
troppa circostanza, inerzia e ipocrisia,
guai a fiatare di traffici e omissioni…
Fuori dal coro di ridda d’infami!
Nel sereno relax di tarda sera,
il crollo dell’umore all’improvviso,
seguito poi dalla disperazione,
mista a incredulità… che ci facevi?
Dispersa! invoco smentite, speranze.
Siano dannati tali senza amore!
Lacrime precedon la brutta nuova,
distrutto ciascun credo positivo.
Giunga implacabile sacra vendetta,
gloria a te piccola gemma preziosa.
È inaccettabile tanta tragedia,
l’angoscia dirompente di una madre.
La brutale e disumana ferocia
ti ha mostrato al mondo come un’eroina,
nulla più distante dal nostro cuore;
era essenziale sapere ci fossi,
ricordare il tuo sorriso felice…
allieterà i maggiori in paradiso.
Il rammarico è incommensurabile,
i pianti sgorgano irrefrenabili,
possa a te corrispondere letizia.
Cercheremo i modi per onorarti,
lo merita la gioia di vivere
franta nel mattino della tua vita.
Pur lontana, quella presenza intensa
escludevamo ci venisse tolta;
è conforto affidato alla memoria
che continuerà ad esser rinnovato;
sarà pensiero dello stesso sangue
e riesca a consolarti tanto affetto.

Quanto ai maledetti,
per niente velerò la tua innocenza
parlandone oltre,
troveranno solamente lo strazio eterno
e l’impossibilità di informarne il branco
dell’identica bestiale specie.

A Jennifer Scintu,  + Zaventem (Bruxelles) 22 marzo 2016

j

Endecasillabi sciolti
(sestina finale anisosillabica)
(XXXII.XLVIII – 24-27.03 A)

NUOVA COMUNIONE

Desiderio perenne
dal primo approccio ed eri senza volto,
sensazione solenne
tale passione ha alimentato e accolto.
Colà venivi, andavi,
tra razionalità e accondiscendenza,
mito dei più soavi,
fiamma di condivisa compiacenza.
Coltivi le paure,
accendi, vuoi esser presa, sei un po’ mia,
sorprendi con premure,
larga in quanto d’oltre caro dare via.
Viso suadente, esalta,
la tua voce femminina inebriante:
quel confonde, essa assalta,
sirena fuori dal mare cantante.
Mai ci fu comunione più anelata
anche se in sogno arridesse il trionfo,
né disincanto ma sorte insperata,
senso di ricompensa, nessun tonfo.
Strenne, le amore, Eva, la prediletta,
un figlio, e non pesa chi dà o chi accetta.

153 nuova comunione

Canzone alla greca
Metrica:
strofe aBaB cDcD
antìstrofe eFeF gHgH
epòdo ILILMM
(XXIX.XLV – 1.08 A)

QUEL CHE RESTA DEL MITO

Spontaneamente il narghilè non uso,
né ingenuo come Alice mi ritengo,
di carne dentro il piatto non ne voglio.
Neppure a mo’ di Che Guevara fumo,
nel gioco d’azzardo non mi coinvolgo.
Sfuggo il lusso e nessuno vi coinvolgo,
sprezzo i soldi, basta il tanto per l’uso.
Sportivo un poco attento a cosa bevo,
frequentar lidi sano lo ritengo;
lupo di mare, non schiavo del fumo:
simili pecche cancellare voglio.
Paesaggio del mar di Sardegna voglio
cornice a moto in corsa che coinvolgo:
isolatori alta tensione in fumo
su teoria dei pali di legno d’uso,
danzanti tra effetti vetro, ritengo,
pregni salsedine d’acque qual bevo.
Piccolo naufrago, bonsai, mi bevo
flutti, risacca, sabbie che non voglio;
battesimo salato ove, ritengo,
con urla tutta la spiaggia coinvolgo.
Cut! Nelle coste del mar Tirreno uso
osservare della battigia il fumo,
fino a Paestum, mare Nostrum, il fumo.
Per le strade dell’Adriatico bevo,
anche sulla Manica e le Bocche, uso…
Lasciare il mare? Semmai ti ci voglio!
Dai, togli: te nel cammino coinvolgo,
valutazioni istintive, ritengo.
Ignaro ho temporeggiato, ritengo;
voglio ci provi” fatto andare in fumo.
Disciplinare il modo in cui coinvolgo;
abbiam vissuto insieme, me la bevo.
Adesso appena avesse detto: voglio,
non avrei rinviato come spesso uso.
Vizi ritengo salute mini uso.
Sprazzi nel fumo, i ricordi coinvolgo.
In viaggio bevo e compiacerti voglio.

152 lupo di mare

Sestina provenzale
(XXIX.XLV – 18.07 Arbu/Pis)