CHE VOLEVO DIRE…

Altamura è rosa, frutto proibito,
frutto occhi blu, fondoschiena perfetto,
cordiale ma ferma, austera, in carriera,
sol disponibile alle tue fantasie.
Una dedica a lei, una rosa fucsia.
Altamura è una gentilezza salda,
stare all’erta davanti allo straniero
dentro i claustri dei rivoluzionari.

(frammento)

Metrica: da stabilire
Schema: —
(XXXIII.XLIX– 6.07 Capua)

VOYAGE IN GREECE – 3

Arraffo tempo alla fine del viaggio,
giro a vuoto ai bordi di Anafiotika,
sotto l’Acropoli, un filino a oriente,
e a nord, tracciando il tragitto dei mastri
ricreatori delle case di Anafi.
D’improvviso in quel mondo giocattolo,
bianco e dipinto, ma non solo così.

(frammento)

174 greece 3

Metrica:  da definire
(XXXIII.XLIX – 12.05 c Corinto/Petra – GR)

POTENTIA

Corso Pretorio è un capolavoro di vita,
di giovinezza, di umanità, di serenità,
Città ricca di tutto, di positività.
Non sembra profondo sud e mi sorprende,
è il miracolo della terra Basilicata.

(frammento)

TERAMO

Interamnia dei Piceni
tra due fiumi tu convieni,
dal fenicio Aprutium veni,
colle d’acque e di licheni.
Giulianova in suoi terreni
d’Adriatico smista i treni,
anche verso Giulia nuova,
happy birthday da qui muova,
parte un’altra arcana prova.

Teramne cosa sei? Sorprendente!
San Ferdinando bridge, svolta a dritta,
porta Melatina, e ‘e turbolente,
town domenicale, città zitta;
uomo on bicicletta, e n’indulgente
m’indica la strada pe’ ‘a soffitta.
La locanda chiusa par dormiente,
finisco in mansarda derelitta.
L’affaccio sul corso, paf! possente,
chanson de geste ad hoc manoscritta.
Il set di un film che si va a girare,
con gente diffusa, teramare.

Estate evidente di donne svestite,
sporadicamente spuntano e sfuggono.
Contesto sant’Anna, piazze sovvertite,
Santa Maria Assunta e Berardo assurgono;
l’urbe tutta per te e ce n’è d’allestite
mostre singolari che s’interpongono;
luogo partigiano, ragazze agguerrite,
sei la Cantinetta ove i nostri colgono;
lungo camminare, cene alleggerite,
s’alza un vento fresco e i passi volgono
sulla via di casa, festa nel quartiere,
poi l’arrivederci a migliori sere.

158-teramo

Metrica: Studio di lasse di ottonari, deca e dodecasillabi
Rispettivamente cesure di quarta e di sesta (6+4 e 6+6)
(XXIX.XLV – 2.09 Teramo)

QUEL CHE RESTA DEL MITO

Spontaneamente il narghilè non uso,
né ingenuo come Alice mi ritengo,
di carne dentro il piatto non ne voglio.
Neppure a mo’ di Che Guevara fumo,
nel gioco d’azzardo non mi coinvolgo.
Sfuggo il lusso e nessuno vi coinvolgo,
sprezzo i soldi, basta il tanto per l’uso.
Sportivo un poco attento a cosa bevo,
frequentar lidi sano lo ritengo;
lupo di mare, non schiavo del fumo:
simili pecche cancellare voglio.
Paesaggio del mar di Sardegna voglio
cornice a moto in corsa che coinvolgo:
isolatori alta tensione in fumo
su teoria dei pali di legno d’uso,
danzanti tra effetti vetro, ritengo,
pregni salsedine d’acque qual bevo.
Piccolo naufrago, bonsai, mi bevo
flutti, risacca, sabbie che non voglio;
battesimo salato ove, ritengo,
con urla tutta la spiaggia coinvolgo.
Cut! Nelle coste del mar Tirreno uso
osservare della battigia il fumo,
fino a Paestum, mare Nostrum, il fumo.
Per le strade dell’Adriatico bevo,
anche sulla Manica e le Bocche, uso…
Lasciare il mare? Semmai ti ci voglio!
Dai, togli: te nel cammino coinvolgo,
valutazioni istintive, ritengo.
Ignaro ho temporeggiato, ritengo;
voglio ci provi” fatto andare in fumo.
Disciplinare il modo in cui coinvolgo;
abbiam vissuto insieme, me la bevo.
Adesso appena avesse detto: voglio,
non avrei rinviato come spesso uso.
Vizi ritengo salute mini uso.
Sprazzi nel fumo, i ricordi coinvolgo.
In viaggio bevo e compiacerti voglio.

152 lupo di mare

Sestina provenzale
(XXIX.XLV – 18.07 Arbu/Pis)

KEITHREIDESQUE DREAMLIKE

New contingent of taken girls
hastily at employment office
are stirring attract my attention;
fail to open workplace edifice
with the fellows enclosed inside:
absurd have not learned once for all
to release stop at safety lock.
I retrace help them through long hall.
Sublime futuristic library
that overlooking the old square,
gives me feeling of being screened
into a unreal dimension and flair.
What year is it?
The scenery of downtown is dark,
surreal image from silver screen,
static, seemingly deserted.
Called to a wedding transmarine
from a pair of unknown spouses.
Aunt hands me a white cell phone casket.
After we linger at the match
and so arrive late for grand banquet:
it can not be attend either paying,
replies waiter daddy and mom.
Back on road to reflect a how
return the package quoted on.

(Hommage à Keith Reid)

kr

Ottonari in rime alternate a versi sciolti
(XXVIII.XLIV – 10.11 A)

Trasposizione:

Le nuove ragazze assunte
dall’ufficio dell’oziare
richiamano l’attenzione,
hanno problemi ad entrare
e i colleghi chiusi dentro
non si sono ancora accorti
di questa urgente esigenza,
e dare idonei supporti.
La moderna biblioteca
sporge su un altro piazzale.
Ho come la sensazione
di una dimensione irreale.
Che anno è?
La vista del centro è buia,
pezzo da film singolare,
apparentemente vuota.
Ospiti a nozze oltremare
di sposi mai conosciuti.
Da zia un cellulare chiaretto.
Ci fermiamo alla partita,
giungiamo tardi al banchetto:
manco a pagare c’è posto,
sostiene il cameriere.
Nuovamente sulla strada
pure senza bomboniere.

BOCCA DI PORTO

Ridotto a perdigiorno o perditempo
nella città bagnata e a tratti scura:
spiaggia, barche, nubi alte, arietta fresca
le passeggiate tenta.
Lungo il corso di marmo grezzo e piano,
dal principio all’estremo, fino al faro,
formicolio di gente che va e viene,
l’onda i massi lambisce.
Intanto la pioggia cade battente,
è il fuggi fuggi dal liscio selciato!
Sfolla il molo lapideo e resistono
con te due ardimentose.
A piedi nudi, tra falcate e schizzi,
mostrano sul grondante lor mollezze,
qualmente una fanciulla solitaria,
Galene, dea of calm sea.
La delicata ninfa si dilegua
impavida del rovescio, anzi grata,
sulla molto candida prospektiva,
trend del carezzevole.
Giunta alla meta, aggirato il culmine,
incontri i suoi occhi mare smeraldo,
abbozzano un sorriso che ti dice
Hi, man from palafitte!”
Fissate entro la mente le sporgenze
sogni di smuovere la palizzata,
navigare al caldo nella buriana,
nel coito turbolento.
Colto il frutto del giacere soffice,
per incanto risplenderà il cammino,
arte di acque, di laguna e di marea
contemporanea e irreale.

145 mosee

Metrica barbarica
(terzine di endecasillabi sciolti alternate a un settenario)
(XXVIII.XLIV – 5.9 Chg)

Verso 16: Galene, leggi Galini