CHE VOLEVO DIRE…

Altamura è rosa, frutto proibito,
frutto occhi blu, fondoschiena perfetto,
cordiale ma ferma, austera, in carriera,
sol disponibile alle tue fantasie.
Una dedica a lei, una rosa fucsia.
Altamura è una gentilezza salda,
stare all’erta davanti allo straniero
dentro i claustri dei rivoluzionari.

(frammento)

Metrica: da stabilire
Schema: —
(XXXIII.XLIX– 6.07 Capua)

FULGORI

Il fulgore che precede il risveglio,
pelicula riflessa sul torpore,
frammento di te ormai sconosciuta,
tra la bruma ti effigia matura.
Dura il tuo fascino sempre nuovo,
misterioso, potente… il rimpianto.
Non chiamata dal mio impaccio, venisti,
lambii il tuo seno, ti sfiorai la bocca
e volente ignoravi il passato.
Ti racconta venditrice di scanni
e in taberna in situation con lei,                  (echi)
in intelligence di base lynchiana,                  (dream)
jumping on solitary telepathy                          (music)
in geometrico complotto di sensi.

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Ancora un frammento della seria onirica. Racconta un sogno complesso, ricordato solo in parte al risveglio, ma di forte intensità emotiva, caratteristica necessaria per la trasposizione in versi, come nei casi analoghi già visti.
La protagonista è uno dei miei più grandi amori adolescenziali. Amore grande quanto platonico, benché duraturo; una sorta di “Beatrice” personale, la storica, non quella angelicata nella Comedia.
A lei è dedicato anche il brano Ermetica, scritto ai tempi…
Siccome “Le poesie non si spiegano, se raggiungono il posto giusto le senti, ti grattano dentro” (Margaret Mazzantini), non posso aggiungere altro, altrimenti parlerei di tutto quello che si nasconde in questo lungo romanzo di pochi versi, dei topoi privati, dei paradossi, delle ermetiche citazioni, delle suggestioni, delle figure retoriche… però è anche vero che la mia è solo una poeesia
(XX.XXXIII – 8.5 A)