PAURA DELLA LIBERTA’

Il fuoco talvolta crea paure,
anche l’amore tra uomo e donna.
A costei è stato insegnato
a schivare il piacere:
da ciò derivano inibizioni
di natura sessuale,
che danno luogo a istinti bestiali.
Ignorando i sentimenti
ci si sacrifica a non amare
e al diletto sensuale;
alla rinuncia può seguire la calma,
oppure la violenza:
come il fuoco, ha due poteri,
scalda o brucia;
effetti e scelte della vita.
Quando si perde sangue
una ferita duole,
ma col tempo guarisce;
il sangue versato in amore
fa ritenere la donna sacra:
è una credenza assurda
che la rende oggetto.
I divieti creati dai tabù
frappongono barriere ai sensi:
ciò è folle quanto
lo spavento per il soccorso
o la gioia per la distruzione.
Gesù è morto perché nascesse l’uomo nuovo
non esseri intrepidi esteriormente
e colmi di vergogne dentro;
non ha chiesto la perfezione,
e non si affermi
che i pregiudizi sessuali
sono frutto della Sua parola.
Sarebbe già tanto comprendere
cos’è la purezza.
L’amore si trascina
verso il fuoco infernale,
una paura che lo schiaccia
servendosi dell’ignoranza.

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Raramente ho rinnegato il mio passato, così non lo faccio nemmeno per questo brano adolescenziale, scritto a 17 anni, in un momento in cui cominciavo ad accostarmi a letture importanti.
Paura della libertà di Carlo Levi, si rivelò piuttosto ostico, così tra passi condivisi entusiasticamente ed altri in qualche modo giustificati, volutamente fraintesi o non condivisi del tutto, ne è venuto fuori questo brano, rivisitato, giacchè la prima stesura è molto più ermetica e funambolica, e tuttavia la riporto in calce.
Nel mio diario sottolineavo la percezione, ancora confusa, del disagio che mi derivava da quella (come definirla) separatezza tra me maschio e il mondo femminile, cui mi legava un forte desiderio di socializzazione e che attribuivo ad una paura atavica delle donne nei confronti del mondo maschile. Disagio che persiste tuttora nei confronti di una radicata cultura separazionista tra generi; benchè la mia sia un’esigenza personale, mi rendo conto che non possa prescindere dal superamento di un sistema ormai eterno.
Il titolo originale del brano era Mercurio (una paura) e gli avevo appioppato una melodia disarmonica già composta, che gli dava (a mio avviso) un nonsochè di ellenico.
(IV – 12.6 A)

Mercurio (una paura)
Il dio del fuoco è una paura rossa/ e anche l’amore verso una donna;/ costei ha il timore di bruciare/ nel piacere inconsciamente;/ così si crea un mondo scontento/ che si appaga bestialmente,/ pochi uomini si contengono./
Contraddicendo i sentimenti,/ c’è chi pensa non amare un sacrificio/ e chi soffrirlo sensualmente./ Dalla calma nascono rinunce/ come pure dal timore:/ doppio potere del fuoco/ che scalda e scotta,/ la vita è alternata./
Mentre si perde sangue/ la ferita duole,/ i veri mali la sanano./ Se il sangue è versato per amore/ ogni donna diventa sacra,/ ma se con ciò la si deve evitare/ è meglio dire velenosa./
I divieti creati dall’umanità/ accentuano i dubbi tra uomo e donna./ Follemente l’aiuto è uno spavento/ e la distruzione un incanto./ L’essere rifugge le cure del profeta/ che ha sofferto per salvarlo;/ è intrepido mentre il tempo scorre/ celando dietro la vergogna./
La perfezione è irreale,/ ma neanche un briciolo/ della paola di Dio/ sta in questa paura;/ sarebbe tanto/ conoscedre la purezza./
L’amore si avvicina a Mercurio,/ regno di un fuoco infernale,/ una paura rossa che lo schiaccia/ servendosi di un potente male./

Disaccordi:
(inc.)
LA SI SOL#
LA SI LA SOL# …
(rit.)
SI LA# LA SOL
SI LA#
LA# LA
(IV – 13.2 A)

PAURA DELLA LIBERTA’ultima modifica: 2006-07-04T16:40:00+02:00da thewasteland
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35 pensieri su “PAURA DELLA LIBERTA’

  1. mi piace molto questo brano! sei un poeta e non c’è nient’altro da dire 😉 è pieno di suculi virgilio? beh…non saprei…in effetti qualcuno l’ho conosciuto anch’io da queste parti! un abbraccio grande^__^

  2. Solo la conoscenza, solo il vero amore, solo la libertà nel rispetto ci renderà veri…. Ps: non ci sei più? passi da me a regalarmi una parola??? A presto A.

  3. Ciao sono DivetoBlue. Inizio col dire che noi abitanti di Caltanissetta ci chiamiamo nisseni e non caltanissettesi come ho letto nel blog di Lulù:P a che punto stanno gli inseguimenti? trovata qualche sirena? ^__^ ps.non posso aggiornare il blog perchè virgilio mi impedisce di loggarmi!

  4. Grazie per l’aiuto!!!! se non ci fossi stato tu non sarei mai riuscita a loggarmi!!! ho la moderazione dei commenti anonimi per cui non si vedevano (e per pubblicarli dovevo entrare loggata!!!!) …ma si può???? (ps: perchè devo mettere una mia foto??? allora sì vi lanciate con i commenti!!!! …e io scappo!!!!) un bacione e grazie ancora!!!

  5. Mi piace questo tuo brano, avevi 17 anni eppure ti dedicavi a riflessioni di un certo spessore… anche io leggo le cose scritte durante l’adolescenza e spesso sorrido di me, di quello che ero, delle mie certezze che ho ormai perduto… Un bacio!

  6. eh già…se avessi ancora il tuo email…oh giusto su cercamici che stupida! Si giusto, lo scrivo lì. Tutto bene? Perchè non pubblichi su Rosso venexiano? E’ quello il mio blog collettivo. Ti ho reinvitato. Fammi sapere se non riesci a pubblicare: 32 mila visite in 2 mesi e mezzo…una bella vetrina, no? Baci Manu

  7. Ciao! Dunque…il mio blog su Virgilio me l’ha cancellato Virgilio, il caos non l’ho fatto io! Quello dove hai commentato ha 3 giorni, aperto esclusivamente per comodità di salutare gli amici che hanno il blog su questo schifo di piattaforma.
    Per rossovenexiano, ti ho mandato l’invito come per poeti e navigatori prima che se ne occupasse da solo Massimiliano.
    Splinder ultimamente ha problemi e non si riesce sempre a postare, penso perciò tu abbia beccato, fortunato come sei un giorno nero. Sei il solo che non riesce a scriverci, ma non penso dipenda dal blog forse dal tuo pc. Booh. Non preoccuparti per l’email, ero io che vista la velocità con cui virgilio ha inghiottito la mia casella di posta con tutto dentro e il mio blog…temevo di perdere i pochi amici veri che ho. Bacio Manu

  8. qui c’è di nuovo ilk sole, ma mi sa che l’estate è finita… e meno male, perchè non se ne poteva più! ora devo solo ricordarmi di chiamare il tecnico dell’asciugatr ice, perchè se piove ogni giorno la vedo bigia sennò!

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