HÝBRIDA

Ti siede a fianco, mediti su chi sia…
Somiglia al meglio di quella callona
che lavora le maglie del diritto
come stesse processando Paschedda:
nel viso l’hýbris, l’immagine ibrida,
contegno equivoco d’intraprendente.
E’ apparsa all’improvviso tale a jana,
cortigiana vista da sempre e da mai
e si schermisce senza convinzione.
Tosto trasfigura e fa l’amabile,
adagia il capo sopra la tua spalla
avviando l’eccitante gioco assurdo.
Alza gli occhi sul tuo volto attonito,
eppur non offre alcuna spiegazione;
folle attrazione, esige solo baci,
s’insinua nella smania, è provocante.
Ti accompagna per strada, t’incoraggia.
“Sei impegnata Hýbrida?” tambureggi.
“Potrei comunque liberarmi…” adula.
L’abbraccio diventa allora incessante,
pure il classico contatto tra i fianchi,
l’evolvere sensuale della schiena,
le guance, la bocca, beatitudine.
Parrebbe conquistata felicità!
E lei tranquilla, tutto regolare,
in una dimensione surreale.
Dopo un poco sdoppia, ovvero squinterna,
riaffiora incinta, peraltro irrequieta.

hy1

Metrica: 28 endecasillabi sciolti
(XXXI.XLVII – 17.01 A)

Nota:
28: numero perfetto, mese lunare, somma dei numeri per cui è divisibile.
Paschedda Zau: leader de Su connotu

IL GIOCO ASSURDO

Pronuncio il tuo nome sillabando
ché duri a lungo come “serenella”,
sol basti per cadere in estasi
nel tiremmolla del gioco assurdo.

Incrociando il tuo sguardo, persisto,
intensamente esplicito che voglio,
lo chino solo per mirar il seno
i cui frutti cremosi non disdegno.

Mi struggo per la tua carne sfiorita
con qualche segno e crespa tra mollezze.
Offri baci celati, occhi dolci.gioco assurdo,estasi,tiremmolla,sguardo,seno,frutti,carne,mollezze,baci,dolci                

Potrei scrivere giocoassurdo, tanto è univoca e chiara per me questa situazione, che riconosco e definisco tale ogni volta che ritorna. Come è vero che ognuno di noi ha un proprio linguaggio, propri campi semantici che estende e restringe in base a tante variabili esclusive, proprie di una sola persona.

Dico questo perché non so se nell’introdurre il concetto renderò esattamente la mia idea, anche perché per me il fenomeno è abbastanza ricorrente e mi stupisco sempre, come davanti a un dejà vu.

Il giocoassurdo è come un romanzo, lo puoi vivere in prima persona, o essere osservatore esterno; può anche essere piacevole, intrigante, allora si può coltivare, prendere a piccole dosi, senza fretta. Ma come negare che spesso è stressante e deludente, evanescente, snervante… soprattutto se non evolve positivamente e resta assurdo.

Anche questo brano ha origine da ispirazione onirica mattutina.

(XIX.XXXII – 31.10 A)