ILLUSIONE, DUBBIO, VERITA’

Nascendo ho trovato te.
Ho pensato nell’albereto
alla purezza del cielo limpido,
della vita, dell’acqua, dell’aria,
al bisogno di pioggia nei campi,
all’onesto lavoro della gente
il cui sangue è privo di crudeltà.
Parlando, ti ho lasciato
per un momentaneo esilio;
sebbene impostori emergessero,
tornare era sempre un piacere.
Le mode travolsero i costumi,
così vidi cambiare
l’ambiente che porto nel cuore.
La villa risparmiata dalla guerra,
da serena si agitò incosciente;
il suo nome vanta tante rivali
ignare del suo vero volto;
l’esistenza le muore,
ma fa ancora scalpore
nascondendosi dietro sole parole.
Capendo, ti ho perduto
e saputo la verità amara;
non so che età abbia il tuo male
destatosi da un sonno profondo.
Le strade sono quasi deserte,
non si crea più nulla di nuovo,
per molti è meglio fuggire.
Le chicche mi sfuggono
cercando vigoria nel monotono;
le ingenue in fiore faticano
a trovare una propria maniera,
per adesso come aspetto essenziale
adottano l’espressione triviale…
… sei finita…

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A diciassette anni si può decidere di cantare il proprio luogo d’origine, ma l’omaggio può scontrarsi con una verosimile insoddisfazione adolescenziale e trasformarsi in invettiva. Accade anche ai più grandi, d’età e grandezza: “Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande,/ che per mare e per terra batti l’ali,/  e per lo ‘nferno tuo nome si spande!“.  Il brano dunque evidenzia il contrasto tra l’amore per il paese natio e una situazione socio/culturale non gradita. Nel diario del tempo si parla di “critica”, di delusione per un luogo amato, dal quale tutto sommato non hai ciò che vorresti, solo monotonia, noia, maldicenza, fino al rifiuto. Anche se alla fine si afferma che il discorso è simile ovunque, tutto il mondo è paese, lo sappiamo. Può tuttavia leggersi qual è il cruccio che più opprime il versificatore: non essere profeta in patria con le ragazze o almeno con quelle per cui poteva nutrire interesse.
Il brano è piuttosto simile all’originale, sono state apportate solo correzioni tecniche e nei versi finali:
verso  2: “pensare” era sognare
verso  7: “crudeltà” era insulti
verso 10: “impostori emergessero” era ciarlieri nascessero
verso 12: “le mode travolsero” era la bellezza invase (“bellezza” nel senso di esteriorità)
verso 15: “la villa risparmiata” era il villaggio salvato
verso 16: “sereno” era calmo
verso 23: “amara” era acerba
verso 25: “destatosi da un” era splendente in un
dal verso 29 fino alla fine, le variazioni sono più rilevanti, il testo era: Mi sfuggono le ragazze già secche (riferimento polemico alle coetanee)/ che cercano novità nel monotono./ La fatica delle bimbe in fiore (riferimento opposto al precedente)/ l’importante edilizia ha scalzato (riferimento ultra sibillino, vedi nota),/ affermando come aspetto essenziale/ l’uso libero del linguaggio (scurrile) del tempo/ deludendo sei finita.
Nota: la parte finale del testo originale, molto ermetica, oltre alla polemica con le coetanee, critica anche le più piccole (14-16 anni), con un riferimento azzardato: il loro uso di un linguaggio carico di volgarità è diventata la risorsa principale del paese, scalzando l’edilizia, attività molto in auge allora.
(IV – 3.1 A)

Music:
LA- … MI … MI-
DO  SOL
(IV – 3.1 A)

ILLUSIONE, DUBBIO, VERITA’ultima modifica: 2008-02-29T21:20:00+01:00da thewasteland
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35 pensieri su “ILLUSIONE, DUBBIO, VERITA’

  1. E vabbè come l’hai presa lontana… addirittura la marca di una birra per indicare la propria provenienza? (Irlandese o Australiano?)…
    Una cosa è sicura, a volte si dimentica la propria meta… gli obbiettivi che ci si propone… Durante il cammino si può essere distratti da “miraggi”, da incroci che ti portano ad essere indeciso sulla strada da prendere… l’unica certezza è la nostra provenienza… il paese dove si è nati… perchè in qualche modo influisce sul nostro modo di essere… mette un punto nel nostro vissuto pieno di parentesi… Si può essere delusi dalla persone che amiamo, figuriamoci se non si può rimanere delusi da un luogo a cui si appartiene…
    I tre gerundi che hai usato per “tagliare”, indicando nella poesia tre periodi della tua vita, sicuramente non mettono fine al rapporto che hai con il tuo luogo d’origine… nonostante i versi finiscono bruscamente con un “sei finita”, quasi come un rifiuto nel vedere tanti brutti-cambiamenti che stravolgono la propria “discendenza”… a mio parere manca un gerundio… “crescendo”… Non si è mai cresciuti abbastanza per relazionarsi con il proprio luogo di provenienza… Chissà non si rimanga piacevolmente sorpresi in futuro… e circostanze favorevoli ed eventi positivi prendano il posto delle delusioni avute in precedenza…

    Promosso sulla poesia, ma ti consiglio di non bere troppa birra… le bevande alcoliche possono farti perdere la testa… e a me “l’arte filtratata” non mi è mai piaciuta… un besito… Sonia

  2. Leggo la rabbia per aver dovuto lasciare il luogo d’origine, ma soprattutto la delusione per non averlo ritrovato così come lo si ricordava.Attendo i tuoi versi in sardo… si bieusu o si liggeusi, chi esti prus giustu!Paola

  3. Anch’io penso che la mitica versione di The Wall, sia migliore… Ho l’opera omnia… e ho seguito anche i lavori successivi dei Pink Floyd… Ma ho cercato di produrre l’effetto “movimento” con un brano più recente… molto più attinente con la nuova generazione di Writers… tutto qui… grazie di aver lasciato il link della versione live… ma come puoi immaginare l’avevo già in collezione… Muchos besitos para M, per The Wasteland niente, a patto che non impari a convertire le tracce audio in file Mp3… Poeta cerchi di aggiornarsi lasci spazio ad M, lui si che ci sa fare… Sonia

  4. “l’esistenza le muore,
    ma fa ancora scalpore
    nascondendosi dietro sole parole.
    Capendo, ti ho perduto..”
    questa è la frase che ho apprezzato in assoluto. poi quella parola in conclusione….sei finita..una storia completa già dal titolo…forse è un po’ per tutti così…con stima, lau

  5. Hai ragione tutto mondo è paese ed il rapporto che abbiamo con quello di origine, se ci è si è vissuto abbastanza per conoscerne gli anfratti, è sempre di amore e odio. Amore perchè lì ci sono gli affetti e i ricordi più cari, odio perchè se glielo si permette, ti avvolge con le sue spire e, impedendoti di sperimentare altrove e quindi di allargare gli orizzonti, ti riduce come uno dei suoi ruderi. Credo che l’unico modo per salvaguardarne l’immagine dentro di noi, sia andarsene, che si sa la lontananza addolcisce gli spigoli.

  6. Ciao Max, come vedi nn mi sono dimenticata di te…ma anche io in questo periodo sono molto presa dal lavoro.
    Versi lontani nel tempo, ma di grande intensità, prepotentemente attuali.
    “Capendo, ti ho perduto
    e saputo la verità amara;”
    purtroppo spesso accade così…ascolta “La canzone che scrivo per te”dei Marlene Kuntz, mi sembra adatta a questo tuo post.
    Nu basidu!
    Stefy

  7. Ciao Angel.
    Altro che carta d’identitá. Sto entrando in quella che i sociologi definiscono etá adulta. Poi non avró piú alibi: sará sempre piú difficile prendere una cotta per il Nick Cave che aveva l’etá che ho oggi io. Concetto contorto, ma insomma: rende.
    Scusa se commento qui, ma sul blog di Tiscali non riesco a registrarmi.
    Baci.

  8. Grazie M…. un premio per la vita… un grande premio che ci accomuna, e non è il bannerino… splendida la motivazione… Sto per uscire, la mostra in galleria mi aspetta… besos… Sonia

  9. grazie Max per il premio….sei un tesoro.Ma come lo ritiro…mica l’ho capito^_^
    bellissima la musica di questo post.Tu come te la passi?
    io devo assisterre mia madre che è bloggata a letto per colpa di una caduta…
    nu basidu!

  10. ecco un’altra parte di te… complimenti per la soundtrack e grazie per il 10 e lode… sai che anche se non partecipo a queste catene anch’io ne ho uno per te, perchè sei sempre pronto a elargire sorprese… come in questo blog!!!

    baci

  11. Onorata più che mai, anche se sulla motivazione avrei qualche perplessità…o)…ti comunico che un premio da parte mia lo merito anche tu, eccome se lo meriti!!! Torno dopo a leggere il post, devo falro con la dovuta calama. A dopo quindi…e grazie o)

  12. Vai a letto cantando Paint It Black?… Non male… il nero come il rosso… è un colore primario… senza il quale non esisterebbero gli altri colori… A volte è necessario colorare di nero qualche aspetto della propria vita… non si protrebbe godere a pieno degli altri colori… non credi?… Che possa essere la tua giornata colorata di tutti i colori dell’arcobaleno… besos… Sonia

  13. Nella grafica digitale il nero è equivalente ai seguenti parametri… Red:0… Green:0… Blu:0… 3 zeri… Nella tavolozza Web… il nero equivale al seguente codice #000000… 6 zeri… No, scusa, ma il nero non ti si addice… Non ti vedo “annegare” nello 0… questa è una mia modestissima opinione… Non si spiegherebbero le tue poesie… Senti, ma dovevi proprio copiare e incollare tutto il testo dei Rolling Stones?… una canzone più corta, nel cui testo si trovasse la parola “nero”, no?… e vabbè… besos… Sonia

  14. Il luogo di origine. Io d’istinto lo rifiuto. Non è definitivo però.
    Sto leggendo anche il Diary of board.
    Un abbraccio,
    Ale

  15. Mi hai assegnato un premio e io non ho ringraziato…che cagliaritana maleducata…pensa che ne ho anche uno per te ..chissà che vendetta mi aspetta…unu basiru po’ mi fai perdonai!Paola.

  16. Addirittura dei versi tuoi nel mio umile blog… li ho trovati hard… ma come al solito sei stato molto bravo… E così la scena è ambientata in un cimitero… Ha piovuto dalle tue parti?… Di solito le giornate di pioggia provocano questi effetti alle persone creative… Un beso enorme M., sperando che tu sia ancora vivo…
    Sonia

    P.S. …mi dispiace, l’ombra del ciliegio non ti s’intona con il vispo colore roseo della tua carnaggione… dai su, sei troppo vivo!…
    P.S.2 a titolo informativo, come underwear non porto il rosa…

  17. Battisti e Mogol, sai bene che non bazzico il repertorio italiano… Lo vedrai dall’ora del commento… nonostante abbia fatto tardi, sono pimpantissima!!!… Ero già in piedi alle 7… un besito… Sonia

  18. we grazie per il premio 🙂 appena ho 10 minuti di fila per stare in rete lo aggiungo 🙂 (settimana prossima), buona serata, grazie ancora!

  19. Ciao mio caro M., è giunta l’ora della partenza… in mia assenza ti affido il mio blog… dagli un’occhiata ogni tanto… mi fido di te… ti auguro una serena Pasqua… ti voglio tanto bene… muchos besitos… Sonia

  20. Buona Pasqua anche a te
    non ho abbandonato il blog ma persone a me vicine sono state male quindi mi sono un po’ allontanata dal blog
    ti sto scrivendo dal mio paese natio dove sto trascorrendo le vacanze pasquali, il mio paese non cambia per nulla, sempre lo stesso come tipo di vita e mentalità
    ciò che cambia sono le persone come numero, morti o nascite, ma questo è normale
    fino a qualche mese fà pensavo che mai sarei riuscita a vivere lontano da qui, ora mi rendo conto che qui non voglio più viverci, non è più casa mia
    quale sia casa mia non lo so ancora ma credo che la ricerca stia per terminare 🙂
    un abbraccio e di nuovo Buona Pasqua :*
    Jolinne/Angelica

  21. Grazie per gli auguri che ricambio volentieri.A presto.Paola.
    P.S.
    Hai visto che c’è la neve sui monti e sembra Paschixedda anzichè Pasca Manna?

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