POLITIQUE D’ABORT

Sia premesso che il libertario
non pondera il rapporto sessuale
dal destro di negarne il frutto.
(Non si può fare l’amore  
senza restarne intrisi)
Sia premesso che il libertario
non discrimina tra forme di vita,
specie quella della donna incinta.
(Dall’amore si può nascere,
ma non si deve morire).
L’aborto è un grave dramma umano
subito, suo malgrado, dalla madre,
sbaglia chi lo spaccia per un vizio.
(Le leggi non devono mai
vincolare le coscienze).
Quella donna è solo una vittima
della violenza sociale di stato;
Dio non sta ai vertici del potere!
(La legge è sempre arbitrio
nei confronti della libertà).

abord.jpg
 
Brano piuttosto rimaneggiato rispetto all’originale, nel tentativo di chiarire il più possibile dei concetti complessi, relativi a una questione che coinvolge profondamente (in qualsiasi modo la si voglia rigirare) la coscienza individuale. Per una completa comprensione trascrivo anche la prima versione che era intitolata semplicemente “Aborto”:
L’anarchico non uccide/ il frutto di un/ rapporto sessuale./ (Chi può fare l’amore/ senza provare affetto?)/
Il libertario/ protegge la vita/ della donna incinta./ (dall’amore nasce spesso/ un essere umano)./
L’aborto è un grave dramma/ subito dalla madre,/ voluto dalla borghesia./ (Le leggi non devono/ legare le coscienze)./
La donna è oppressa/ dalla violenza sociale;/ Dio non sta ai vertici dello stato./ (La legge è sempre arbitrio/ nei confronti della libertà)./
Scritto a Firenze all’età di vent’anni, ai margini del consesso degli Obiettori di coscienza (al servizio militare), in un contesto molto particolare… i sotterranei (che ospitavano una scuola) della St. James American Protestant Episcopal Church.
(VII – 6.1 Fi)

http://poeesie.myblog.it/media/00/00/1935958570.mp3

GIOIE E PARANOIE (versi per chi non ne voleva – 2)

…Sono il tuo servo!
Non mi aspettavo tanto allora,
perciò fu una nuova emozione.
Nel viaggio anarchico della liberazione
non importa l’arrivo, non si hanno membra.
Eri falsa? Non riesco a crederci!
Osteria della salvezza estrema,
della morte inavvertita:
appresa con la rivelazione del vero;
paranoia curata alla meglio.
Hai visto aleggiare l’odio?
Mutamento di situazioni e sentimenti.
Non capisco!
Sul pullman sembrava che mi amassi
e io ti amavo senza dubbio…
Ma sfuggimi, fammi soffrire,
poi non più, ma senza convinzione.
Bisogni non appagati, non capiti.
Perduto! La pioggia mi annienterà.
Uomo di poca fede… E’ passata.
Ho conosciuto la strega.
Il concerto non ha trapassato
la mia anima corazzata dai pensieri.
Incomunicabilità voluta,
alibi per i tuoi prossimi capricci.
Mimami le tue pretese di conoscermi,
le mie assurde trovate,
ciò che non capisco e non penso;
recitami il linciaggio morale:
sono il tuo acido lisergico andato male.
Cosa hai provato la sera
del dialogo dolcissimo?
Vera canapa indiana,
in giro con te tra i fuochi…
Lei è il tuo non io o il tuo modello?
Sono stupendo… ne ho preso atto!
Come avrei potuto non amarti,
rapirti alla solitudine in agguato;
mi hai dato tanto, l’ho sentito
ma quale sentimento hai provato?
Immortalatemi senza discutere!
Avresti condiviso la mia Messa?
Per stare un po’ col Nazareno
posso rinunciare anche a te.
Atmosfera di pace…
Qual è il tuo male sorella?
Quella sera mi hai odiato?
Il tuo pianto da bambina…
Ricordi il ritorno al nord?
…Il fischio che mi fece trasalire?

gioie e paranoie.jpg

Seconda parte più ariosa, anche se disseminata di paranoie, tese a comprendere e fronteggiare caratteri complessi, ondivaghi.
La cornice è Umbria Jazz (come per la prima Firenze), ricordo gioioso e felice, ma condizionato anche dal momento della scrittura, di tutt’altro sentire.
Da questo contesto sono colti baci, trasformati in sassi, per la disperata causa.
(VIIIb – 13.9 Milano)

(prima dell’uragano Virgilio questo post aveva raccolto 32 commenti, + 25 = 57)