DISTERRU A SU TRAVESSU

Ita d’at’ essi cuntessiu
a Giuvananton de Tumas
a nd i piobai in Sardigna
de cussu celu in Valcuvia!
Nasciu asuta ‘e s’imperu,
regnìculu a trintatres,
at’ ai gherrau po s’unidadi
chi Insubria no bolit prus?
De sicuru scideus ca issu
fiat maistu de muru
e arrutu is ingiàssus cun
su regnu, trentzit po Nùoru.
Adiosu Pauli Majori,
Vares, padentes e padrus.
Barantaduos nd i tenit
candu cojat Mariàngiula,
matessi nomi ‘e sa mamma…
nascit Paulu, bisaju miu.
Spantat custu acuntéssiu
de isterru a su travessu;
in s’otuxentus de mesu,
po crésias e ferruvias,
lumbardus traballant innoi.
Jaiu Tumas Rossi in Azzio,
mancai in Oro, Mara, Torcin,
Umbera o Dolza Molino,
logus togus de làcana,
de aqua e bidri de matas,
passat sa becesa sciendi
ca su semi suu at inghitzau
unu fedu nou in Sardigna.

vares.jpg

Valcuvia, Varesot, in modo più estensivo e arcaico Insubria… La consapevolezza che una parte di te provenga da lì fa un effetto particolare, soprattutto dopo aver calpestato lo stesso selciato di quegli avi, visto gli stessi luoghi o parte di essi.
Un mio trisavolo nacque là, dopo la Restaurazione, in territorio allora austriaco, al confine con la Svizzera e il Regno di Sardegna.
Era il periodo in cui si diffondevano, anche in Lombardia, idee indipendentiste tese a realizzare la cosiddetta “unità d’Italia”. Dal 1830 la regione diventò un centro di cospirazioni segrete tendenti a realizzare una nuova nazione, fino alle note “cinque giornate di Milano” del 1848. Nel giugno di quell’anno, durante quella che si ricorda come prima guerra di indipendenza i lombardi votarono a favore di un plebiscito per la fusione con il Regno di Sardegna, ma la guerra fu vinta dall’impero austriaco. In seguito alla seconda guerra di indipendenza la Lombardia fu ceduta al Regno di Sardegna (trattato di Villafranca del 12 luglio 1859, ratificato col trattato di Zurigo del 10 novembre 1859). Si trattò di una conquista, non di annessione per plebiscito, come per altre regioni italiane.
Far parte dello stesso stato, evidentemente, favorì spostamenti nei diversi territori, così mio trisavolo emigrò in Sardegna…
In origine il titolo del brano era “Varesot in Sardigna”.
(XIII.XXIVd-31.07 A)

Traduzione:
EMIGRAZIONE AL CONTRARIO
Cosa sarà passato per la testa/ a Giovanni Antonio di Tomaso/ per trasferirsi in Sardegna/ da quel paradiso in Valcuvia!/
Nato sotto l’impero (austriaco),/ sotto il Regno (di Sardegna) a 33 anni,/ avrà lottato per l’unità/ che l’Insubria non vuole più?/ Di certo sappiamo che lui/ era maestro di muro/ e caduti i confini con/ il Regno, si mosse per Nuoro./
Addio Lago Maggiore,/ Varese, boschi e prati./ Quarantadue ne ha/ quando sposa Mariangela,/ stesso nome di sua madre…/ nasce Paolo, mio bisnonno./
Meraviglia questo episodio/ di emigrazione al contrario;/ nell’ottocento di mezzo,/ per chiese e ferrovia,/ lombardi lavorano qui./
Nonno Tomaso Rossi ad Azzio,/ forse ad Oro, Mara, Torcino,/ Umbera o Molino Dolza,/ tutti luoghi di confine,/ d’acqua e verde di alberi,/ trascorre la vecchiaia sapendo/ che il suo seme ha iniziato/ una nuova generazione in Sardegna./

DISTERRU A SU TRAVESSUultima modifica: 2010-01-31T21:28:00+01:00da thewasteland
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17 pensieri su “DISTERRU A SU TRAVESSU

  1. Non potevi tenere il titolo originario, così nn mi dannavo a tradurre? … Prima di leggere che l’avevi già tradotto…
    Era molto carino: Un varesotto in Sardegna.’
    E’ un’emigrazione felice quella al contrario 🙂

  2. Traduco traduco, lo sai che però un aiutino…ogni tanto mezza parola…dovresti lasciarla come traccia…Per es. il primo verso:
    Vi voglio raccontare
    di Giovanni Antonio di Tumas
    e di come arrivò in Sardegna
    da questo cielo in Valcuvia!
    Nato sotto l’impero
    nel regno del 1833,
    avrà combattuto per quell’unità
    che l’Isola (della Sardegna) non riuscìrà più ad abolire?
    Di sicuro so che egli
    con l’unità del regno
    parti verso Nuoro.
    fu muratore (maestro di muro)

  3. e partito con il nuovo regno
    arrivò a Nuoro.
    Disse addio a Pauli Majori,
    Varese, parenti e padri tutti.
    Aveva 42 anni quando (vecchietto, eh?!)
    sposò Mariangela,
    che aveva lo stesso nome della sua mamma,
    …nacque Paolo, mio nonno.
    Meraviglia questo racconto
    di un’emigrazione al contrario.
    (aspetta…riprendo dopo…ma te la sfilo sta matassa)

  4. Vi voglio raccontare
    di Giovanni Antonio di Tumas
    e di come arrivò in Sardegna
    da questo cielo in Valcuvia!
    Nato sotto l’impero
    nel regno del 1833,
    avrà combattuto per quell’unità
    che l’Isola (della Sardegna) non riuscìrà più ad abolire?
    Di sicuro so che egli
    fu muratore (maestro di muro) e
    e partito con il nuovo regno
    arrivò a Nuoro.
    Disse addio a Pauli Majori,
    Varese, parenti e padri tutti.
    Aveva 42 anni quando (vecchietto, eh?!)
    sposò Mariangela,
    che aveva lo stesso nome della sua mamma,
    …nacque Paolo, mio nonno.
    Meraviglia questo racconto
    di un’emigrazione al contrario.
    Nel mezzo dell’800,
    per costruire la ferrovia,
    i lombardi vennero a lavorare da noi.
    L’avo Tommaso Rossi ad Azzio,
    disperse ad Oro, Mara, Torcin,
    Umbera o Dolza Molino,
    luoghi di confine,
    matasse di vetro e acqua,
    e trascorse la vecchiaia consapevole(?)
    del suo seme (?) e di aver iniziato
    una nuova stirpe in Sardegna

    metti la traduzione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. hai ragione con tutti i blog che ho cambiato………
    però sai una cosa il tempo passa i blog miei cambiano ma le persone care poi alla fine me le porto sempre dietro, te compreso!!!
    1 bacione

  6. non ci avevo mai pensato in questi termini, ma anche la mia è stata un'”Emigrazione a su contrariu” :-DDD
    Bada che ti ho fatto “un pò” di pubblicità!! :-DDD

  7. Ma tè, allora un po’ continentale lo sei anche tu e per non farti mancare nulla, non solo continentale ma pure specificatamente lombardo. Insomma, gira che ti rigira, siamo pure quasi vicini di casa. Almeno così possiamo dare maggior senso alla simpatia che ci lega 🙂
    Che poi pure io sono un miscuglio variegato di sangue lombardo, tedesco, romagnolo e greco che, andandoci a fondo spiegherebbe la mia testa un poco matta. Vabbè.
    Per rispondere alla tua domanda sulla frase di Roggero. Alex Roggero, scrittore e fotografo. Sono rimasta, tempo fa, folgorata da un suo libro, La corsa del levriero (in Greyhound da Pittsburgh a Los Angeles) da cui ho fregato titolo del mio blog, frase ed ispirazione. Sempre suo e sempre libro che racconta di un viaggio ti consiglio anche Australian Cargo…Cuntent? 🙂
    Baci, baci. Gas

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