30/09/2009

INNANTIS DE EVA

Innantis ‘e m’arregodai de Eva
m’enit a conca sa Dea Mater
de tittas puntudas
che cucuru 'e Mamilla...
e frumis de latti
poderàus de s’istoria
de Alèni de Troia
a Eleanora d’Arbaree.
Ddas ammostant in su cuadroxu
o asuta a velludus,
in sa plaja buida
o ddas prenint de misteru.
Veladas, allichididas,
masedas o inchietas,
asut’e gunneddas, artivas.
E nebida chi est prus timòngia,
indrucit, lìsat, imbèllat.
Oi baddant in s’anèa
e a botas in su monti,
in paperis e tzinemas,
petza tropu craca,
pagu logu po poesia.
Mi dda procuru deu
bandidu de s’acòdriu.
Is de Nìves lisas,
de Luxìa perfetas,
intrusciadas de Olària
aggrighiddidas de Malèni,
velludadas is de Suìa
sas mellus cussas de Arèga... 

innantis2.jpg

Ulteriore salto di qualche anno dopo « Su contu » e si perviene ad una serie di componimenti sempre in sardo.
Il primo è questo, forse non abbastanza ermetico perché non si colga l’”oggetto” del desiderio da cui è ispirato; superfluo aggiungere che i nomi in coda sono di fantasia, piccolo omaggio all'onomastica sarda.
Questo ciclo di brani risponde alla caratteristica del componimento di getto, fluido, spontaneo, nell’ambito però di un’atmosfera ispiratrice ben definita, che era allora il sogno e il colore di grano di un’infanzia che ormai si allontanava nel tempo e il cui ricordo trasmetteva un alone di mistero, di incantesimo, di magia.
(XIII.XXIV-30.07)

Traduzione:
PRIMA DI EVA
Ancora prima che mi ricordi di Eva/ mi viene in mente la Dea Madre,/ dai seni a punta/ come le colline della Marmilla.../ e fiumi di latte/ arginati dalla Storia,/ da Elena di Troia/ a Eleonora D'Arborea./
Le mostrano di nascosto/ o sotto velluti,/ nelle spiagge deserte/ o le riempiono di mistero./
Velate, eleganti,/ dolci o inquiete,/ sotto le gonne, fiere./
E nebbia che è più incenso,/ addolcisce, liscia, abbellisce./
Oggi ballano nella sabbia/ e alcune volte in montagna,/ sui giornali e nei cinema,/ eccessivo ammasso di carne,/ poco spazio per la poesia./ Me la procuro io/ bandito dai compromessi./
Quelle lisce,/ perfette,/ turgide,/ prosperose,/ vellutate,/ le migliori quelle di Greca./

altra onomastica:
Nìves = Neviana
Luxìa = Lucia
Olària = Eulalia
Malèni = Maddalena
Suìa = Sofia

30/09/2008

ADOLESCENZA

Sentirsi adulto, ma trattato da bambino.
Vivere dai nonni;
il piacere di pensare ragazze
e l'emozione di vederle;
fremere in presenza di una,
ma sognarne tante.
Riunione della famiglia
sotto il tetto natale.
Prime lettere d'amore
per la più ammirata:
incoscienza, impacci, rossori.
Smania di rivelare i sentimenti,
sequela di delusioni,
imparare ad indugiare.
Detestare i tipici complessi,
ritenersi disprezzati.
Primo viaggio in terraferma
at Roma caput mundi;
un incontro piacevole,
una passione da sviluppare,
un rapporto ancora impari.
Innamorarsi davvero un pomeriggio
solo vedendo un viso,
alla soglia degli studi superiori.
Non riuscire a studiare
nella sede della scuola,
memoria di un tempo desolato,
unico sollievo l'alienazione,
senza sostegno i pensieri.
Fuggir l'angoscia oristanese,
viaggiare dissipando energie:
arrendevolezza alla negatività,
tempo sprecato senza valore.
Attraversare ancora il mare
per un luogo avvertito opprimente,
gocce d'ingiustizia, poca libertà;
germinale di contestazione,
ancestrale coscienza rivoluzionaria.
Prurigini con compagna epistolare,
la mente altrove.
Esser ribelli a Karalis,
impavidi di mostrare il proprio io
nelle idee e nell'estetica.
Vita filosofica
in un paese chiuso in se;
contemplazione del futuro e del presente,
bisogno d'affetto.
Libertarismo emarginato,
non gradito, forse odiato,
perder fiducia, guadagnar diffidenza;
in crisi divenir se stessi
con la poesia per amica;
grande avvenimento
parlare con una donna.
Nel camping vacanza
vissuto come prigione,
l'analisi anti-ipnopedica
ancora poco chiara,
ma cresceva la ricerca.
Lentissimi progressi
dei contatti con l'altro sesso,
primi vincoli veri.
Prime fusioni dell'adolescenza,
superamento di molti timori,
sviluppo di desideri spirituali.
Ricostruzione dell'io.

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Come per la mania di voler scrivere versi per ogni pianeta e altri elementi della galassia, la stessa cosa valse per i periodi della vita: nascita, infanzia, fanciullezza e così via. Insomma appunti a future “Memorie”.
L’età è sempre diciotto anni: non mi sentivo più adolescente... forse non lo ero del tutto o non lo sarei più stato di lì a poco. Ho notato che oggi l’età adolescenziale viene spesso spostata in avanti a seconda delle opportunità, talvolta anche oltre i venti anni: si parla di gente che vota, ha la patente ed è già fuori di  casa!!! Mah!
Lo stile è simile agli ultimi due brani della serie, già visti. Anche in questo caso sono riportati i flashback del momento, gli avvenimenti più vivi, ritenuti più importanti.
Anche qui c’è stata una rielaborazione che non ha modificato la sostanza, ma lo stile, l’esposizione. Vale il discorso fatto per “Fanciullezza”, qui le modifiche sono ancora minori e senza storia.

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23:17 Scritto da: thewasteland in canti intimi | Link permanente | Commenti (38) | Segnala | Tag: adolescenza, amore, emozioni, poesia | OKNOtizie |  Facebook

29/06/2008

NEPTUNE

Gli amanti che porti nel tuo letto
ti abbandonano dopo qualche tempo
solo perché io fui libero
di cogliere la tua verginità.
La giovinezza illuminava i nostri visi,
sapevi che forse era un fuoco debole
e gli uomini privi di sentimento
non accettano donne che hanno già amato.
Il tuo corpo fu eccitato
dall'ambiente creato dal mare,
il tuo sguardo divenne sognante
mirando il cielo dominato dal sole
e senza altre forme di vita;
il mare raggiante, deserto, tranquillo,
gli scogli carezzati dall'acqua,
la pineta misteriosa abbandonata,
la spiaggia che terminava con lo spazio,
la sabbia fresca che dava sollievo.
La natura inquieta ti impaurì,
all'improvviso ti sentisti sola,
ti scansasti dal mio corpo,
ti afferrai col cuore in gola,
incosciente godendo sospirasti,
poi piangendo di gioia ti assopisti.
Ora lotti contro i miei ideali,
ma senza amore non devo sposarti.
Peccato! Capiterai a qualcuno
imprecherai sui pregiudizi,
la fortuna di essere farabutti,
venderai la tua purezza morale.

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Il giorno del mio diciottesimo compleanno, nel mio "esilio" di studio, composi questo brano in inglese... oggi può apparire, a tratti, di una retorica disarmante, per il sottile filo ideologico ormai desueto, giusta una rivoluzione dei costumi che può rendere ridicolo certo argomentare.
Tuttavia, la lettrice attenta non potrà non notare la vis polemica (intrisa di una piccola, fisiologica, dose di ipocrisia maschile) contro il sesso per il sesso.
Ergo, i versi non sono autobiografici (mi conforta il diario: "la mia fantasia su un grave problema umano" - certo c'è di peggio!), ma prendono in esame il Caso, per la verità non completamente estraneo alla nostra società, se smettessimo l'obiettivo dai grandi numeri e mettessimo a fuoco il particulare.
La cosiddetta globalizzazione è in realtà una frottola. Il nostro è un mondo di particolarismi, di culture, di popoli, di identità, che otto o nove stati, estranei al bel pensare, vorrebbero scelleratamente scremare, ottenendo per fortuna solo l'effetto contrario, cioè il risveglio di certe comunità dimenticate.
Con questo non dobbiamo far finta che le culture deboli non abbiano le loro aberrazioni, la mia amica Nadir ne ha giusto denunciata una, in tema con il nostro discorso.
Il titolo originale era "Neptune (delight has ruined you)", musicata a ritmo di rock ballad. L'inglese ha il pregio, con i suoi vocaboli che significano tutto e il contrario di tutto, di nascondere e affinare molte sfumature, che in italiano possono stonare.
L'unica variazione di rilievo è al verso 10, dove l'originale "by Neptune" (da Nettuno) è stato sostituito con "dal mare".

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31/05/2008

RICORDO DI UNA VITTIMA DI ABBANDONO

Un suono comprime organi,
delle figure passano, viste,
con un movimento monotono e confuso,
dei fenomeni chiamano parti
alla ricerca del vuoto passato.
Sente un battito dentro
vedendo enormità spostarsi,
conosce il tempo, l'esistenza;
prova emozione, ma come?
chi ha insegnato?
Avverto così l'oscuro inizio della mia vita;
il primo ieri che ricordo
alimentavo da solo il mio stomaco;
quest'isola era la mia dimora,
ha per tetto gli alberi che nascondono il cielo!
Ero diverso dagli animali miei amici.
Vidi una grande scatola sull'acqua
e degli esseri simili a me
muoversi verso l'interno,
capii molte cose seguendoli:
appartenevo alla razza umana.
Tra loro c'era una donna,
una notte la rapii con la forza.
Mi odiava parlando della civiltà,
mi chiamava selvaggio,
ma ero il nuovo per lei e mi amò,
la chiamai selvaggia.
Il battello che la portò andò via,
la foresta benedì il nostro legame.
Nostro figlio conosce i propri genitori
ed io ripenso al passato:
non ho avuto la sua fortuna.
Chi mi ha generato?
Quante volte qui si fece l'amore?
Quante volte qui cominciò una vita?
Sono il solo abbandonato
o il solo sopravvissuto?
Ma il pensiero muore rapidamente,
c'è un altro mondo per esso,
io sono un selvaggio,
so solo gettarmi sulla mia donna
quando mi aspetta stesa per terra.

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Ho in mano tre diari dei primi anni delle scuole superiori, non vorrei autocelebrarmi, ma sono un pozzo di cultura (i diari, intendo). Cercavo notizie su questo brano: "racconto tarzaniano di un  uomo abbandonato dai propri genitori su un'isola deserta. Egli tuttavia ama la sua vita selvaggia e non rimpiange la civiltà, che non conosce"...
In realtà il brano fu ispirato da un corso di inglese che raccontava la storia del personaggio di Edgar Rice Burroughs e dal brano misconosciuto di Battiato che ne era un po' la colonna sonora, eseguito dai Capsicum red. Siamo in pieno orgasmo progressive.
Il brano è nato in lingua inglese, come diversi altri del periodo, dunque il titolo originale era "A victim's memory of abandonment", con un genitivo sassone dubbio... Se la Gattacesira (the Cheshirecat) non ci avesse abbandonato potrebbe ora pontificare in merito... ora provo con un po' di cattle feed.
Il brano non ha subito modifiche sostanziali.

25/04/2008

ENIGMA

Questo giorno è importante per te,
nascesti e forse pensi come.
L’uomo che hai scelto come parte
ha bisogno della luce del tuo volto;
ormai nel mondo più nessuna
potrà averlo come compagno di vita.
Libera, conquistando nuovi diritti,
diventasti regina da bimba;
se prigioniera, evadevi col pensiero.
Mascheravi molto bene
i sentimenti,
i tuoi desideri
li trasmettevi
nella mente altrui
stravolti.
Sei sempre stata influente
e per me relegato nell’ombra
eri una grande incognita.
Affinando la tua bella figura
hai goduto la gioia spensierata
con l’aiuto del tuo corpo fremente.
Ora hai trovato la tua vita
avendo conosciuto l’amore
e fatto felice un essere.
La tua indole estrosa
non è mutata,
nella lotta per il trionfo,
nello speciale brio;
volendo puoi simulare
ogni tua azione.
L’incanto, sostituendo la tristezza,
ricorda il tuo viso a qualcuno
che sorride all’invito d’amore.
La voglia di creare nuove vite
scaturisce dalla tua pelle,
poi l’immagine scompare.
Chi ha scorto in te umanità
e padronanza di idee
lo hai scelto e ti attende.

 

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Questo è un omaggio al mio primo amore (mentre era in corso e si avviava al suo anniversario) in occasione del suo diciottesimo compleanno. “Primo amore” non è certo una definizione chiarissima: in questo caso mi riferisco a quello vero, militante insomma, non una cotta effimera tra i banchi di scuola o un’angelicata unilaterale.
La protagonista la conosciamo già, è la stessa di Momenti di un amore, Paradiso I, Paradiso II, Alienazione transitoria.
Il titolo originalissimo era il nome della ragazza, subito modificato per la necessaria riservatezza. Enigma è un riferimento alla donna in senso lato, al mistero che si cela dietro ognuna di loro e che credo di essere ancora lontano dal risolvere.
Pochi gli emendamenti al brano originale:
verso 6: "compagno" era ideale
verso 7: "conquistando nuovi" era “valendoti dei tuoi”
verso 17: "relegato" era appartato
verso 25: "estrosa" era profonda, poi singolare
verso 31: "sostituendo" era assopendo
verso 34: "La voglia" era “Il sapore”
verso 39: "e ti attende" era “è il tuo fedele”.
Nel brano si alternano due scelte metriche, ma originali.

01:50 Scritto da: thewasteland in canti... per Eva | Link permanente | Commenti (31) | Segnala | Tag: amore, poesia, sentimenti, enigma | OKNOtizie |  Facebook