29/02/2008
ILLUSIONE, DUBBIO, VERITA'
Nascendo ho trovato te.
Ho pensato nell'albereto
alla purezza del cielo limpido,
della vita, dell'acqua, dell'aria,
al bisogno di pioggia nei campi,
all'onesto lavoro della gente
il cui sangue è privo di crudeltà.
Parlando, ti ho lasciato
per un momentaneo esilio;
sebbene impostori emergessero,
tornare era sempre un piacere.
Le mode travolsero i costumi,
così vidi cambiare
l'ambiente che porto nel cuore.
La villa risparmiata dalla guerra,
da serena si agitò incosciente;
il suo nome vanta tante rivali
ignare del suo vero volto;
l'esistenza le muore,
ma fa ancora scalpore
nascondendosi dietro sole parole.
Capendo, ti ho perduto
e saputo la verità amara;
non so che età abbia il tuo male
destatosi da un sonno profondo.
Le strade sono quasi deserte,
non si crea più nulla di nuovo,
per molti è meglio fuggire.
Le chicche mi sfuggono
cercando vigoria nel monotono;
le ingenue in fiore faticano
a trovare una propria maniera,
per adesso come aspetto essenziale
adottano l'espressione triviale...
... sei finita...
A diciassette anni si può decidere di cantare il proprio luogo d'origine, ma l'omaggio può scontrarsi con una verosimile insoddisfazione adolescenziale e trasformarsi in invettiva. Accade anche ai più grandi, d'età e grandezza: "Godi, Fiorenza, poi che se' sì grande,/ che per mare e per terra batti l'ali,/ e per lo 'nferno tuo nome si spande!". Il brano dunque evidenzia il contrasto tra l'amore per il paese natio e una situazione socio/culturale non gradita. Nel diario del tempo si parla di "critica", di delusione per un luogo amato, dal quale tutto sommato non hai ciò che vorresti, solo monotonia, noia, maldicenza, fino al rifiuto. Anche se alla fine si afferma che il discorso è simile ovunque, tutto il mondo è paese, lo sappiamo. Può tuttavia leggersi qual'è il cruccio che più opprime il versificatore: non essere profeta in patria con le ragazze o almeno con quelle per cui poteva nutrire interesse.
Il brano è piuttosto simile all'originale, sono state apportate solo correzioni tecniche e nei versi finali:
verso 2: "pensare" era sognare
verso 7: "crudeltà" era insulti
verso 10: "impostori emergessero" era ciarlieri nascessero
verso 12: "le mode travolsero" era la bellezza invase ("bellezza" nel senso di esteriorità)
verso 15: "la villa risparmiata" era il villaggio salvato
verso 16: "sereno" era calmo
verso 23: "amara" era acerba
verso 25: "destatosi da un" era splendente in un
dal verso 29 fino alla fine, le variazioni sono più rilevanti, il testo era: Mi sfuggono le ragazze già secche (riferimento polemico alle coetanee)/ che cercano novità nel monotono./ La fatica delle bimbe in fiore (riferimento opposto al precedente)/ l'importante edilizia ha scalzato (riferimento ultra sibillino, vedi nota),/ affermando come aspetto essenziale/ l'uso libero del linguaggio (scurrile) del tempo/ deludendo sei finita.
Nota: la parte finale del testo originale, molto ermetica, oltre alla polemica con le coetanee, critica anche le più piccole (14-16 anni), con un riferimento azzardato: il loro uso di un linguaggio carico di volgarità è diventata la risorsa principale del paese, scalzando l'edilizia, attività molto in auge allora.
21:20 Scritto da: thewasteland in canti... di città | Link permanente | Commenti (35) | Segnala | Tag: villaggio, paese, natio | OKNOtizie |
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10/09/2005
UNA NASCITA
Iniziava un nuovo anno
insieme alla mia vita
ma per tanti mesi
non mi vide nessuno.
Molti tornavano a scuola
mentre decisi di
uscire dal nascondiglio
...e sono nato allora.
Finiva una settimana
ed un paese aveva
un altro abitante,
gli uomini un fratello in più!
Cominciava un nuovo giorno
quando qualcuno mi incontrò
per la prima volta.
Nacqui in un casa modesta
ignaro di chi mi stava vicino
e di ciò che accadeva intorno.
Chissà quale si pensò
sarebbe stata la mia condotta
allorchè avrei conosciuto la realtà.
Non sono i primi versi che ho scritto, ma mi presento con "Una nascita", scritta a sedici anni con intento meramente celebrativo.
Un canto intimo e ancor di più lo era l'originale, con riferimenti biografici precisi e una chiusa dedicata all'amore di allora.
Il brano ha subito nel tempo diversi rimaneggiamenti, tanto da rendere complesso un qualche cenno alle precedenti elaborazioni.
Le variazioni hanno cercato di togliere, per quanto possibile, l'approccio retorico di versi come: "Tanti stavano per morire/altri stavano per nascere...", "Tanti dormivano alla terza ora/ altri eran svegli...", "Modesta la sua casa/ ... tutti felici/ e lui strillava"...
(II - 23.10)
21:25 Scritto da: thewasteland in canti intimi | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | Tag: nascita, ottobre, scuola, paese, azione, realtà, poeesie, versus, verso | OKNOtizie |
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