BLASCO DISSONANCES

Whisky, che schifo. Minca tua a u’ bòtu!
Con un sorso di Lete faccio pròsit!
Guai non ne voglio, raju chi ti strísit!
Mariajuanna non si ndi bidi in sátu.

Steve McQueen, chini catzu benit a èssi?
Ddi narat amiculu a Henry Míller!
Voglio una vita tranquilla po arregòller,
anche se non da film di Tinto Brássi.

A life based on “I care”, catzusàntu!
che a rispettare, rispettando, inségni
e progredendo solo il bello agógni,
de “menefrego” bastat s’iscramèntu.

Cenare alle nove, letto alla mézza,
levarsi ancora aurora, veder l’àlba,
chiudere colazione con la Mèlba,
non tutto il dì come zombie che abbózza.

Di tempo al bar ne ho già perso tròppo,
ritto, a bere punch o fumare a fòrza.
Prudente mi terrei Maude, e tu schérza!
Mona stia con Stasia, roseo svilúppo.

(Cudducunnu Blasco, m’hai rotto il casco!)

blasco dissonances.jpg

Le definizioni delle correnti artistiche vengono spesso utilizzate a sproposito creando parecchia confusione, specie nel passaggio da un’espressione a un’altra. Questo accade di sicuro per il pop, oggetto addirittura di mutamento semantico: un tempo sinonimo di avanguardia in tutti i campi, oggi specie nell’ambito musicale, sinonimo di leggerezza, disimpegno. Il termine Pop è stato svuotato del suo significato originario, di popolare, come manifestazione, anche, di un impegno politico e culturale preciso (basti ricordare che gli Area si definivano “International popular group”), per approdare al leggero, al liscio, al commerciale, alla canzonetta, a quella diffusione che è “popolare” in ben altro senso.
Analogo discorso potremmo fare per la definizione di folk. Sono fenomeni che obbligano il nascere di nuove enunciazioni, ma creano anche confusione. Tuttavia anche con il pop più leggero si creano dei fenomeni di costume che non sfuggono.
Questi versi sono di pochi giorni fa e con essi accetto l’invito di J a rompere lo schema della pubblicazione cronologica e di puntare sulla novità del momento.
Agosto, bell’Agosto, bel sole, lascio la S.S. 126 e mi immetto in quella sorta di sentiero dall’asfalto precario, verso il mio mare. Nei pressi del punto ove ebbi l’ispirazione di La crise, ascolto distrattamente la radio, mandano Blasco; mi scopro a commentare come in trance le sue parole, come di fronte a una primitiva attenzione: Whisky, che schifo! E via dicendo… qualche minuto più tardi in spiaggia nasce questo brano.
La struttura in endecasillabi, è basata su consonanze particolari da me sperimentate per la prima volta. Numerosi i riferimenti e le citazioni, tra cui Deledda e Miller, che a un tratto diventa l’io narrante.
Non dico con l’arte, ma con l’anelito ad essa, prescindendo dal contenuto del brano, celebro quattro anni di un bellissimo momento.
(XXIX.XLV – 13.8 Arbu)

Scioglimento minimo:
Whisky, che schifo. Fottiti un barattolo!/ Con un sorso di Lete faccio un brindisi!/ Guai non ne voglio, lampo che ti sfiori! (1)/ Mariagiovanna non se ne vede in campagna./
Steve McQueen, ma chi è?/ Gli fa un baffo Henry Miller!/ Voglio una vita tranquilla per raccogliere, (2)/ anche se non come in un film di Tinto Brass. (3)/
Una vita basata su “Mi interessa”, cazzosanto!/ che a rispettare, rispettando, insegni/ e progredendo solo il bello agogni,/ da “menefrego” (4) siamo già stati scottati./
Cenare alle nove, letto alla mezza,/ levarsi ancora aurora, veder l’alba,/ chiudere colazione con la pesca Melba,/ non tutto il dì come uno stremato che abbozza./
Di tempo al bar ne ho già perso troppo,/ ritto, a bere alcol o fumare a forza./ Prudente mi terrei Maude, (5) e tu scherza!/ Mona stia con Stasia, roseo sviluppo./
Cudducunnu Blasco, m’hai rotto il casco! (6)

Note:
1 Citazione da Grazia Deledda.
2 Nel senso di combinare qualcosa di buono.
3 Il riferimento sarcastico è al verso “Voglio una vita come quelle dei film”; Brass  è innocente, ci sta per consonanza.
4 Inutile ricordare che si tratta di uno slogan fascista.
5 Qui il narratore “diventa” Henry Miller, scottato da June/Mona. Il riferimento è alla trilogia “La crocifissione in rosa” (in particolare Nexus).
6 Cito Lorenzo Cherubini, come al settimo verso Francesco Tricarico.

BLASCO DISSONANCESultima modifica: 2013-08-24T10:10:00+00:00da thewasteland
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4 pensieri su “BLASCO DISSONANCES

  1. Mi piace tantissimo quando t’inczz! Allora fai scaturire il poeta che c’è dentro di te e quel flusso di parole ti vengono bene, miscelandoti come in un mojito, una pina colada, un cuba libre, tutti rigorosamente analcolici però! Come dire che lo sballo è dentro di noi, per tutta la vita.

    shakerati! Ti lascio questa che fa pensare un po’!
    http://www.youtube.com/watch?v=4UbtxQCd_jc

  2. come non trovi il mio blog di tiscali? è sempre schizzigoccecapricci.tiscali.it (e più e meno). A te: il dialetto lo capisco poco, ma intuisco, conosco le canzoni di vasco, e quella su tinto bras (innocente un corno!!) la trovo molto eloquente, roseo sviluppo poi, senza sapere, è pieno di auspici, come un oroscopo. Bell’exursus nella lingua e nella canzo_netta

  3. ma no gioia!! ecco, c’è stato un fraintendimento…. e volevo dire….”quella su tinto” non è riferito ad un ‘ipotetica canzone di vasco ma alla “consonanza” come nella nota!!. ciao*-*

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